Articolo tratto dal libro “ BENEVENTANI IN 150 BIOGRAFIE” di Lamberto Ingaldi

PULLA AURELIO
Nasce a Limosano (CB) il 29.10.1928 (lunedì) da Michele e Luisa Giannantonio e qui trascorre la sua fanciullezza. Educato alla maniera antica, scopre la
gioia di amare il prossimo e lodare Dio. Frequenta le scuole elementari, guidato dal Parroco che progressivamente conosce la vera indole di Aurelio. In fatti
sarà proprio l’Arciprece don Ni cola Casamassa a consigliare il prosie guo dei
suoi studi in Seminario, ben ravvisando decise inclinazioni al sa cerdozio. Interrogato
poi dai genitori sulla eventualità di entrare in Semina rio, risponde con innocente
ed esal tante entusiasmo.
Nonostante la rigida disciplina e il severo studio, accettati per tre anni, Aurelio
sostiene nel 1943 gli esami di licenza media, con ottimi risultati. A sedici anni
attraversa una crisi adole scenziale ma grazie al tempestivo in tervento del padre,
riprende il cam mino con maggiore e perseverante im pegno nel Seminario maggiore
per fre quentare il liceo (1944-1948).
Nelle vacanze estive, tornando a Li mosano, radunava i ragazzi del paese in
Chiesa per un’ ora di catechismo e poi tutti insieme raggiungevano il campo
sportivo a giocare.
Ad ogni vacanza era atteso all‘ arri vo dell’ autobus e appena giunto, rice veva
il chiassoso saluto del costituito gruppo giovanile. Don Aurelio ispi randosi a
S. Giovanni Bosco, era riu scito ad instaurare un meraviglioso rapporto e tutto
il gruppo ne serberà me moria. Conseguita la maturità classi ca, dal 1948 inizia
il corso teologico, propedeutico al Sacerdozio e il 20.7.1952 a Benevento,
nella Basilica della Madonna delle Grazie riceve per le mani dell’ Arcivescovo
Mons. Ago stino Mancinelli, l’ordinazione pre sbiterale. Grande festa a Limosano
per la celebrazione della sua prima Messa. Tutto il paese è radunato
nella Chiesa Arcipretale e tra i familiari erano an che presenti quei ragazzi,
ormai adul ti, che giocarono con quel seminari sta, dopo l‘ora di catechismo.
Don Au relio aveva raggiunto la prima tappa della sua vita e nutriva nel cuore
gran di progetti per la sua missione sacer dotale.
Nel maggio del 1953 una forma di pleurite lo costringe a letto per tre me si e ricorrendo
il primo anniversario dell’ordinazione sacerdotale, dovette celebrare
Messa in casa previa autoriz zazione della S. Sede. A marzo del 1954 è nominato dall’Arcivescovo Mancinelli, Parroco di Jelsi (CB) do ve dispenserà insegnamenti
sulla carità e sull’economia della salvezza. Il for tuito incontro con il
Movimento dei Focolari e la scoperta di Dio Amore (1963) segnerà profondamente
la sua vita sacerdotale. Partecipa per la pri ma volta nel gennaio 1964 ad
un in contro di Sacerdoti a Grottaferrata e da questa data inizia a coordinare la
este sa famiglia di Sacerdoti aderenti al Mo vimento, per la Regione Puglia, Campania, Basilicata e Molise.
Dall’esperienza vissuta nel Movi mento dei Focolari di Chiara Lubich,
chiese all’Arcivescovo Mons. Calabrìa (settembre 1974) di essere trasferito
in altra Parrocchia.
Accolta l’istanza e ben conoscendo il delicato impegno, l’Arci vescovo lo nomina
Parroco della Basili ca di S. Bartolomeo Apostolo in Bene vento.
Don Aurelio con tanto fervore ave va aderito al Movimento; attratto dal le esaltanti
finalità, prima di tutte la mutua e continua carità tra i sacerdo ti che rende
possibile unità e condivi sione. Si disponeva con animo risto rato a fare comunità,
essere famiglia e sperimenta con don Rosario Amoro sa questa verità, e nei
vari incontri, so leva affermare che la famiglia del sa cerdote è rappresentata
dai fratelli sa cerdoti. La Parrocchia di S. Bartolo meo, per effetto del depauperamento
demografico del centro storico, sarà soppressa ma resta come luogo
di cul to come Rettoria. Don Aurelio prefe rirà raggiungere il nuovo quartiere in
località Capodimonte e portare assi stenza a centinaia di famiglie.
Nel 1980, celebrerà la Messa di Na tale, nei locali dell’edificio scolastico. Le notti
insonni di don Aurelio gli sug geriranno di rivolgersi direttamente all’Ente realizzatore
dell’intero complesso edilizio, (I.A.C.P.), rappresentando la precaria
funzione pastorale che pur si doveva offrire ad una comunità cri stiana. In considerazione
dell’opera svolta con sofferente ansia ed ottenu ta la promessa di finanziamento
delle opere sociali (Chiesa ed oratorio), l’Ar civescovo Minchitti
nel 1987 istituirà canonicamente la Parrocchia nel rio ne Capodimonte dedicandola
al me dico Santo, Giuseppe Moscati. Predi sposto il progetto ed esaurite
tutte le procedure tecnico-amministrative, giunge anche la messa a disposizione
dei fondi, per cui si può procedere ad appaltare l’opera.
Trascorrerà ancora qualche anno, in attesa che il Comune di Benevento po –
tesse localizzare definitivamente l’area da destinare alla costruenda Chiesa e il
30.5.1993 giunge la tanto attesa ceri monia della prima pietra. Il corso dei lavori
subirà varie interruzioni di ordi ne tecnico che ne ritarderanno il com pletamento
e soltanto il 27.9.2005, la chiesa sarà ultimata. S. E. l’Arcivesco vo Mons. Sprovieri il 10.12.2005 cele brerà il rito della consacrazione.
Già da alcuni mesi, lo stato di salute di don Aurelio vacillava, senza
un benché minimo miglioramento. Il pensiero costante per il Movimento dei Focolari, la nascente co munità e la realizzazione della
Chiesa, non gli concessero riposo. La sua mente così impegnata trascurava il fisico, al punto di ricorrere più volte a Cure mediche ospedaliere.
Oramai stanco, avverte prossima la fine.
Troverà la forza e il coraggio di salutare la sua comunità di Capodimonte con
queste semplici parole: “Ringrazio tutti di avermi sempre sostenuto con la
preghiera e auguro a tutti di crescere sempre di più nell’amore di Dio”.
Circondato dall’affetto dei parenti, di amici sacerdoti e di tanti fedeli della parrocchia,
il 30.04.2006, con un dolce sorriso in volto, è colto dal sonno eterno,
ritorna beato nella casa del Padre.