DON AURELIO PARROCO DI JELSI (Rosaria D’Amico)

Io non ebbi la fortuna di conoscere bene don Aurelio, nei primi anni della sua vita pastorale a Jelsi, perché risiedevo fuori regione per completare i miei studi. Durante le vacanze estive partecipavo quasi sempre alla S. Messa domenicale che veniva celebrata nella Cappella Capozio, dai Frati Minori di S. Maria delle Grazie (da Padre Ciro Soccio e Padre Ignazio Caticchio). Il mio rapporto con don Aurelio si fece più partecipativo, quando conseguito il diploma magistrale e in attesa di inserirmi nel mondo del lavoro, fui coinvolta in alcune attività sociali parrocchiali e comunali. Fui invitata da don Aurelio a svolgere il ruolo di catechista per alcuni anni. Feci l’assistente nella “Colonia estiva” finanziata dal C.I.F. (Centro Italiano Femminile), con il patrocinio del Parroco e del Comune. Fui eletta membro del Consiglio amministrativo dell’Asilo infantile privato, istituito dal Parroco don Giacinto Barile e poi diretto dall’indimenticabile insegnante Filomena Correra-Testa che ne assunse per diversi anni la Presidenza. L’Asilo era ubicato nella Casa Parrocchiale e don Aurelio ne era parte integrante. Durante queste mie attività giovanili ebbi modo di conoscere meglio il nostro nuovo Parroco. Don Aurelio è stato definito “il prete del sorriso” ed era così: calmo, sempre sorridente, accomodante, pieno d’iniziative e aperto al nuovo. In seguito, da mamma, ho vissuto esperienze positive alla “scuola” di don Aurelio. Io, mio marito e i miei figli partecipavamo alla S. Messa domenicale e ad altre celebrazioni religiose con rispetto e devozione; di quei momenti comunitari ricordo come il Parroco gestiva le varie situazioni con tanta pazienza e spirito apostolico. Voglio, inoltre, mettere in risalto un grande dono che don Aurelio aveva, ossia quello della “parola”. Quando egli parlava si faceva ascoltare, usava un linguaggio semplice, ma chiaro, significativo e toccante. Le sue parole arrivavano al cuore della gente. Tutti lo ascoltavano con piacere e la partecipazione alle celebrazioni religiose era sentita ed assidua. Don Aurelio, negli anni ’70 fu protagonista di alcuni avvenimenti importanti e gioiosi della mia famiglia: matrimoni, battesimi, comunioni. Un momento bello, ricco di spiritualità e di commozione fu il giorno della I Comunione delle mie figlie, Mariagiuseppina e Patrizia, era il 31 maggio 1973, loro, ancora piccole, lo ricordano vagamente, mentre nella mia memoria quel giorno è ancora impresso: Don Aurelio, con tutto il suo carisma e felice di essere affiancato dai miei zii sacerdoti, P. Bernardo e P. Andrea, presiedeva la solenne celebrazione religiosa nella Chiesa Madre, gremita di bambini, genitori e tanta gente. La sua voce risuonava limpida, persuasiva, invitante ad essere buoni cristiani. I bambini erano attenti ed estasiati. Tutto era più semplice, più sentito, più vicino a Dio.  

Rosaria D’Amico