UN VIVO RICORDO DEL REVERENDO DON AURELIO PULLA (Rosario Antonio)

 Ho avuto la fortuna di aver conosciuto don Aurelio, Parroco di Jelsi, nel 1959 come persona che si distingueva per la sua familiarità con tutti e una squisita bontà come tratto naturale del suo cuore paterno. Veniva al Convento francescano ogni sabato per confessare i bambini e gli ospiti della casa di accoglienza. Amava intrattenersi con Padre Paolo Manocchio e spesso rimaneva anche a cena da noi. Quando egli organizzava qualche gita o scampagnata con i bambini, i ragazzi e i catechisti della Parrocchia mi diceva: “Rosario mi raccomando, tu non puoi mancare!”. Aveva preso a cuore la mia storia come le storie di ognuno! Ricordo anche le tante recite, proiezioni cinematografiche, giochi e tornei che facevamo nella sala della casa parrocchiale a cui partecipavo volentieri facendo felice don Aurelio che mi veniva a prendere con la macchina. Allora avevo undici anni e quando vedevo che arrivava per me era una gioia grande. Ricordo anche che per ricambiare l’accoglienza a pranzo di Padre Paolo era generoso nell’invitarci anche lui a pranzo in paese e nell’organizzare la generosità sua e dei fedeli verso l’opera francescana avviata da Padre Ciro Soccio.  

Rosario Antonio